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a cura di GrandaTeam

Acidi Grassi Essenziali nell’Alimentazione delle Bovine da Latte

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Acidi Grassi Essenziali nell’Alimentazione delle Bovine da Latte

Intervista ad Elliot Block Senior Manager, Technology Arm & Hammer Animal Nutrition, Princeton, NJ (USA)

- PPartiamo proprio dalla domanda basilare. Perché gli acidi grassi essenziali (EFAs) sono così importanti nell’alimentazione della vacca da latte?

“Perché interessano molte funzioni vitali e influenzano direttamente la riproduzione. Un ruolo fondamentale svolto prevalentemente dagli Omega-3 (acido linolenico) e dagli Omega-6 (acido linoleico)

- Nello specifico qual è la loro funzione?

“Innanzitutto favoriscono una maggiore produzione di specifici ormoni riproduttivi, in particolare il progesterone, che porta a una manifestazione più marcata del calore permettendo all’allevatore di migliorare la rilevazione di questo stato della vacca,  a cui consegue un più elevato tasso di concepimento e mantenimento successivo della gravidanza. Gli acidi grassi essenziali investono anche la produzione di prostaglandine (eicoesanoidi) che governano l’ovulazione e il conseguente ciclo estrale, migliorando nel contempo l’espressione del calore e aumentando il flusso ematico alle ovaie che in questo modo favorirà la crescita del follicolo. Infine, promuovono l’integrità della parete cellulare. Poiché le vacche non possono sintetizzare gli acidi grassi essenziali naturalmente, essi devono essere assunti con la dieta. Alimenti come il cotone e la soia, ma anche molti altri, li contengono. Il processo di bioidrogenazione che si sviluppa durante la fase ruminale però, impedisce loro di promuovere le funzioni riproduttive, che possono invece migliorare fornendo alla bovina una fonte di Omega-3 e Omega-6 scollegata da qualsiasi modificazione”.

- Quale dosaggio di EFAs è indicato per migliorare le performance riproduttive?

“Le prove condotte e finanziate da Arm & Hammer Animal Nutrition in numerosi e moderni allevamenti americani di grandi dimensioni  su un totale di oltre 5mila vacche e 14mila fecondazioni, hanno fornito indicazioni molto interessanti. Una delle prove più recenti ha interessato due distinti gruppi di bovine. Il primo è stato trattato con Megalac®R (Omega-3 e Omega-6 Essential Fatty Acids), mentre il secondo ha costituito il gruppo di controllo. Dalla fase di transizione (tre settimane preparto) fino a tre cicli oltre il periodo di attesa volontaria, al primo gruppo è stato fornito Megalac®R in sostituzione di altre fonti di grassi. I dosaggi sono stati di circa 100 gr durante il preparto e di circa 200-300 gr nel post-parto. Ebbene, rispetto al gruppo di controllo le vacche trattate con Megalac®R hanno evidenziato un miglioramento delle gravidanze cumulate fino al 19%”

- Esistono studi condotti per stabilire quale sia l’azione degli EFAs nel periodo del periparto?

“Una prova significativa è stata condotta in un grande allevamento situato in Arizona e ha dimostrato che la somministrazione di Megalac®R nel periodo compreso tra le tre settimane del preparto sino a 60 giorni dopo il parto ha determinato:                 

•   Un ritorno alla ciclicità  e una attività ovarica più rapida nel postparto.

• Una ridotta incidenza di problematiche sanitarie postparto, tra cui una riduzione delle endometriti cliniche e subcliniche

• Un miglioramento dei dati riproduttivi, inclusi i giorni al primo servizio, il numero di servizi per concepimento e il periodo parto-concepimento.  

• Un beneficio economico frutto di un maggior numero di gravidanze, una migliore sanità uterina e minori disordini metabolici

Ma soprattutto ha favorito la comparsa di gravidanze in tempi più rapidi. Infatti, a 175 giorni dal parto il 70%  del gruppo trattato con Megalac®-R ha registrato una conferma di gravidanza, percentuale che nel gruppo di controllo non ha superato un più modesto 40%”.

- In conclusione, da un punto di vista economico come vanno interpretati questi risultati?

“La redditività aziendale non può prescindere da un periodo di lattazione ridotto, che significa conferme di gravidanza più ravvicinate. Se a questo risultato ci si arriva anche e soprattutto attraverso l’adozione di un’adeguata strategia alimentare è evidente che l’allevatore potrà solo beneficiarne perché le vacche che rimarranno gravide rapidamente  avranno un periodo di lattazione  a bassa produzione molto ridotto, i tassi di eliminazione si ridurranno, dal momento che proprio i problemi riproduttivi rappresentano una delle maggiori cause di eliminazione di vacche dalla stalla; il fabbisogno di rimonta si ridurrà, perché riducendo il tasso di eliminazione delle vacche anche il numero delle manze necessarie a mantenere costante la dimensione della mandria sarà minore; la riduzione delle problematiche sanitarie al parto (dislocazione dell’abomaso,  ritenzione di placenta e metriti) favorirà una maggiore fertilità delle vacche.Il valore economico di questi risultati si traduce quindi in un miglioramento della redditività aziendale”.