FareLatte.it

a cura di GrandaTeam

L’ipocalcemia subclinica nelle vacche fresche è maggiore di quanto si pensi!

Messaggio di avvertimento

The subscription service is currently unavailable. Please try again later.

Messaggio di errore

Notice: Trying to get property of non-object in mailchimp_signup_subscribe_form() (linea 326 di /var/www/clients/client46/web30/web/www.farelatte.it/docroot/sites/all/modules/mailchimp/modules/mailchimp_signup/mailchimp_signup.module).

L’ipocalcemia subclinica nelle vacche fresche è maggiore di quanto si pensi!

Lun, 07/01/2013 - 12:04 -- Cristian Rota

L’ipocalcemia nelle vacche fresche è un importante problema metabolico con una elevata ricaduta economica se si pensa che di fatto essa aumenta il rischio di mastite, ritenzione di placenta, dislocazione dell’abomaso e chetosi, andando quindi a ridurre le performance produttive e riproduttive. Nel Miner Institute Farm Report di Dicembre 2012 (che trovate a questo link) la ricercatrice Heather Dann cerca di fare un punto sintetico della situazione alla luce di alcuni recenti studi al riguardo. Sebbene l’incidenza della patologia clinica (il collasso puerperale) sia risultato, da un indagine epidemiologica svolta su un campione di 1462 vacche  in 480 allevamenti, attestarsi tra il 4 e il 7%, la prevalenza invece della forma subclinica (ovvero di animali che senza mostrare evidenti segni clinici comunque mostrano  livelli di calcio ematico inferiore a 8mg/dl entro le 48 ore dal parto) è stata sorprendentemente del 47% con una incidenza che sale con l’aumentare del numero delle lattazione ( 25%, 41%, 49%, 51%, 54% e 42% dalla prima alla sesta lattazione).

Di fatto già con l’inizio della seconda ma soprattutto con la terza lattazione la risposta omeostatica degli animali all’ipocalcemia diventa di fatto piuttosto problematica.Tale situazione deve essere vista come un grave rischio per la salute di una buona parte degli animali una volta che questi si accingono al parto. Il tenore di calcio nel sangue infatti ha importanti funzioni fisiologiche e immunitarie. L’ipocalcemia riduce la capacità di risposta delle cellule del sistema immunitario aumentando cosi il rischio di insorgenza di stati infettivi come metriti e mastiti. Inoltre essendo implicato nella contrazione muscolare si ha una riduzione della motilità del rumine, dell’abomaso e dell’intestino determinando un maggior rischio per la dislocazione ed una riduzione dell’ingestione di sostanza secca. In un recente studio in Florida, ci fa osservare l’autrice del report, animali con livelli di calcio inferiori a 8.6 mg/dl nei primi tre giorni di lattazione mostrato una alterazione della funzione neutrofila e un aumento dell’incidenza delle metriti rispetto ad animali con una normocalcemia. L’ipocalcemia subclinica determina inoltre una maggior mobilizzazione dei lipidi aumentando la presenza di NEFA e Corpi Chetonici nei primi dodici giorni di lattazione.

Tutto ciò ci suggerisce di porre estrema attenzione al metabolismo minerale della vacca al parto al fine di poter ridurre il rischio di problematiche metaboliche che incidono poi negativamente su produzione e fertilità della mandria con serie ricadute economiche per l’allevamento.

 

Fonte: Miner Institute Farm Report December 2012

Aggiungi un commento